Un FKT è un record. Ma è più di questo. 
È l’acronimo di fastest known time, tempo più veloce conosciuto, e si riferisce al record di velocità registrato su un determinato percorso. Gli FKT nascono negli Stati Uniti per registrare i tempi di percorrenza sui sentieri su cui non era possibile organizzare gare, o perché situati all’interno di Parchi Nazionali o per difficoltà logistiche. Per questo, a differenza delle gare, gli FKT sono generalmente autorganizzati e affrontati in solitaria o in piccoli gruppi. Non solo, i primi FKT si sviluppavano su percorsi escursionistici di più giorni, nel tentativo di percorrerli o in una sola tappa o nel minor numero di giorni possibile. L’identità originale degli FKT è legata alle lunghe distanze, che andavano dai 70 chilometri di un R2R2R alle migliaia dei Long Trail americani.
I primi FKT nacquero spontaneamente negli anni Novanta come record informali e non verificabili fondati sulla parola dei ripetitori, ma fu solo nel 2000 che vennero ufficializzati nel sito fastestknowntime.com, da Pete Bakwin e Buzz Burrell, a cui si deve, oltre al sito, il nome stesso di FKT, fino a poco prima chiamati semplicemente record o best time. 

La fortuna del termine sta nell’aggettivo known (conosciuto): quell’aggettivo suggerisce che FKT non è una lista di primati, ma uno storico di tentativi, fatto non tanto per celebrarne i detentori quanto per incoraggiare i futuri avventori. Un FKT è quindi un percorso settato, condiviso, e fondato sulla ripetibilità, che acquista valore nel momento in cui viene ripetuto e acquista un’importanza collettiva. È per questa ragione che i grandi FKT sono percorsi preesistenti e la cui importanza va al di là dallo sport della corsa. Se un FKT non è conosciuto e non è ripetuto, non è un FKT, è solo una traccia gpx caricata su un sito web. Ed è per questa ragione che attorno agli FKT negli Stati Uniti si è sviluppato un intero movimento, tanto che alcuni atleti hanno dedicato la propria carriera ad alcuni di questi percorsi, talvolta prestigiosi quanto una grande gara. Al contrario, in Europa il movimento FKT non si è sviluppato fino al 2020, quando con la sospensione temporanea delle gare sono iniziati a nascere ovunque percorsi alternativi. In pochi anni, in Italia si è passati da avere quattro o cinque percorsi ad averne più di settanta; tuttavia, molti di questi poco sensati. Sebbene il sito fastestknowntime.com abbia delle linee guida specifiche, in larga parte non vengono seguite durante il caricamento di nuovi percorsi. A questo proposito il sito richiede una lunghezza minima di 5 miglia e/o con 500 piedi di dislivello, la quasi, salvo casi eccezionali, di tecniche di progressione particolari, l’originalità rispetto a eventuali tracciati di gara e soprattutto l’interesse collettivo o la rilevanza del percorso, specificando che «routes that simply link two notable features or sites usually won’t [be accepted], because there are too many (i.e., infinite) possibilities». 

Come si è detto, la larga parte delle tracce attualmente presenti sul sito, in Italia ma non solo, sono percorsi per lo più di interesse individuale o locale. Gli FKT, almeno i più importanti, ossia quelli che hanno contribuito alla creazione del movimento e alla sua espansione, sono tali perché sono di interesse non solo per chi li ha registrati o per gli abitanti di un luogo, ma per tutta la scena e in generale per lo sport. In altre parole, il Grand Canyon Crossing non è un FKT di rilievo solo per gli abitanti dell’Arizona così come il Wonderland Trail non è di rilievo solo per lo stato di Washington. Sono percorsi di rilievo internazionale, ambìti dagli atleti di tutto il mondo.

Il sito fastestknowntime.com è, dal nostro punto di vista, sì fondamentale, ma allo stato attuale è anche dispersivo. Il che non è un fattore negativo soltanto da un punto di vista etico, su cui si può essere o meno d’accordo, ma è soprattutto controproducente nei confronti di coloro che cercano un percorso, in quanto manca una selezione a monte. L’idea di questo sito nasce per fare quella selezione, certamente personale e per certi aspetti discutibile. Non vuole essere una bibbia, ma nemmeno un’enciclopedia. Si tratta di una lista pubblicata a gruppi di quattro percorsi alla volta, tutti all’interno del territorio italiano, che secondo noi rispondono ai principi necessari per fare di un percorso un autentico FKT. Essendo una lista personale, non ci sentiamo in dovere di spiegare il perché delle nostre scelte, ma per ogni percorso assoceremo un testo che ne motivi l’importanza e la rilevanza.

Buona ricerca 🙂

Filippo & Alessandro